Bianco di Montalcino

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Il Bianco a Montalcino – Il Sant’Antimo Bianco

Come abbiamo visto, la storia antica del vino a Montalcino nasce con un bianco, il Moscadello, mentre in epoca moderna è il Sangiovese ad aver reso il territorio grande nel mondo. Segno dei tempi, senza dubbio, perché il vino muta con il cambiare del clima così come delle dinamiche economiche , cmmerciali, gastronomiche e tecnologiche: basta pensare allo Champagne, nato in un territorio che, fino a quel momento, dava al mondo bianchi decisamente poco interessanti.

Come in ogni grande regione enoica, però, è difficile pensare di poter ridurre l’intera produzione ad un solo vitigno o ad un solo vino, per quanto importante. Restando, in questo parallelismo, in Francia, dai due terroir più importanti e prestigiosi, quelli di Bordeaux e Borgogna, accanto ai migliori rossi del mondo nascono bianchi altrettanto importanti: Château d’Yquem, il bianco più costoso al mondo, è un Sauternes che nasce sulle sponde della Gironda, mentre in Côte de Beaune, accanto ai migliori Pinot Nero che ci siano, spiccano le più grandi interpretazioni dello Chardonnay, che qui è coltivato e vinificato da secoli.

E Montalcino? Montalcino ha riscoperto solo di recente il piacere di produrre vino bianco, a partire dal Vermentino, assai popolare nella Costa Toscana, ma capace di esprimersi assai bene anche sul versante Sud del territorio montalcinese. E poi, tutti i vitigni autorizzati in Toscana, su tutti Chardonnay, Sauvignon e Pinot Grigio, ma anche il Trebbiano, che il vitigno da cui si produce il Vin Santo, vino dolce di lunghissima tradizione, in Toscana come in Umbria. Una produzione, quella bianchista, che raramente, almeno per ora, raggiunge grandi vette qualitative, ma che propone declinazioni assai interessanti, spesso come Toscana Igt, ma anche come Sant’Antimo Doc, una denominazione nata in tempi assai recenti (nel 1996) per rispondere ad un’esigenza sempre più stringente dei produttori montalcinesi: avere un ombrello sotto cui “riparare” tutto ciò che di straordinario può produrre, enologicamente, un territorio fortemente legato al Sangiovese ed al suo campione, il Brunello.

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Disciplinare di Produzione del Sant’Antimo Doc

Zona di produzione: Confine storico del Comune di Montalcino.

Vitigno: Tutti quelli autorizzati in Toscana, con specifiche limitazioni per le tipologie con nome di vitigno e per il Vin Santo

Resa massima dell’uva: 90 quintali per ettaro per i bianchi e per il Sant’Antimo Rosso, 80 quintali per ettaro per gli altri rossi

Resa dell’uva in vino: 70%, 31,5% per il Vin Santo

Colore, odore, sapore, gradazione alcolica, acidità totale minima, estratto secco netto minimo : Variabili secondo le diverse tipologie

Imbottigliamento: Può essere effettuato solo in provincia di Siena